martedì, 30 gennaio 2007

Dedicata a Frank Low che me l'ha ricordata.

All'inizio ero spaventata
Ero pietrificata
Continuavo a pensare che non avrei mai potuto vivere
Senza di te al mio fianco
Ma poi ho passato tante notti
A chiedermi dove avevo sbagliato
E sono diventata più forte
E ho imparato ad andare avanti
E adesso sei tornato
Da chissà dove
Sono rientrata e ti ho trovato qui
Con quell'espressione triste sulla faccia
Avrei dovuto cambiare quella stupida serratura
Avrei dovuto farmi ridare le chiavi da te
Se avessi immaginato anche solo per un secondo
Che saresti tornato a seccarmi

[Ritornello]
Vattene, ora, esci da quella porta
Gira al largo, ora
Non sei più il benvenuto
Non sei quello che ha cercato di farmi soffrire lasciandomi?
Credevi che sarei crollata?
Credevi che mi sarei accasciata e sarei morta?
Oh no, non l'ho fatto
Io sopravviverò
Finché saprò amare
So che mi sentirò viva
Ho tutta la vita da vivere
Ho tutto il mio amore da dare
E sopravviverò
Sopravviverò

C'è voluta tutta la forza che avevo
Per non lasciarmi andare
È stata dura rimettere insieme
I pezzi del mio cuore infranto
E ho passato tante notti
A compiangermi
Piangevo sempre
Ma ora ho rialzato la testa
E adesso mi vedi
Sono una persona nuova
Non sono più quella poveretta soggiogata
Ancora innamorata di te
Quindi considerati di passaggio
E ritienimi libera
D'ora in avanti riserverò tutto il mio amore
A chi saprà amarmi

Gloria Gaynor

Pensato e scritto da Helo alle ore 19:49| commenti (2) | p.link

Incidenti domestici

Pensato e scritto da Helo alle ore 19:44| commenti (7) | p.link

venerdì, 26 gennaio 2007

meglio questa....

Pensato e scritto da Helo alle ore 14:17| commenti (5) | p.link

giovedì, 25 gennaio 2007


()

Trovata la casa dei miei sogni.

Pensato e scritto da Helo alle ore 17:15| commenti (6) | p.link

mercoledì, 24 gennaio 2007

è vecchia come il cucco ma io sono stata capace di capirla solo oggi...e neanche tutta.

***

Lentamente muore

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una
splendida felicita'.

Pablo Neruda

Pensato e scritto da Helo alle ore 11:31| commenti (9) | p.link

martedì, 23 gennaio 2007

SYDNEY - Ha lottato con tutte le sue forze. Resistendo, nonostante le ferite alla testa e al torace. Ma, alla fine, si è salvato. Eric Nerhus, il quarantunenne che stava pescando sott'acqua con il figlio ed un gruppo di sub presso Eden, a sud di Sydney, ricorderà per sempre la brutta avventura. Quell'attacco di uno squalo bianco che stava per costargli la vita.

Nerhus all'improvviso si è trovato davanti un feroce squalo bianco che lo ha attaccato alla testa (schiacciandogli la maschera che indossava). Con un secondo morso lo squalo gli ha lacerato il torace, ma Nerhus è stato salvato dal corsetto imbottito di piombo che indossava per nuotare in profondità. L'uomo, però, non si è arreso e ha colpito l'animale con un punteruolo al muso e in un occhio. Poi è stato finalmente tirato a bordo del motoscafo dal figlio. "E' un miracolo che sia vivo, ma è un tipo duro, sempre in ottima forma", ha detto il suo amico sub Dennis Luobikis.

Il grande squalo bianco prospera nelle acque fredde a sud dell'Australia ed è il più grande predatore marino conosciuto, con una lunghezza media fra quattro e cinque metri, ma può arrivare a sei metri. In Australia vi sono stati 74 attacchi di squali negli ultimi 15 anni.

(23 gennaio 2007 - La Repubblica)

(questo è uno che di sicuro si chiama Gunter)

Pensato e scritto da Helo alle ore 11:20| commenti (3) | p.link

lunedì, 22 gennaio 2007


()

Gunter è un nome da duro, da uno che, nonostante le mille avversità e sfighe, tiene duro e vuole farcela.

Pensato e scritto da Helo alle ore 14:49| commenti (5) | p.link

ok!!!!!!!! allora domani andremo sotto di 20 gradi Celsius.

Sono proprio curiosa di vedere cosa succederà!

Intanto ho fatto scorta di arance, prima che congeli tutto.

Se verrà copiosa la neve, potremmo fare un revival natalizio?

Pensato e scritto da Helo alle ore 14:23| commenti (3) | p.link

domenica, 21 gennaio 2007

Riflessoni di medio-man:

1) gli omicidi di Erba ci fanno riflettere sul fatto che la vita è sacra e non si deve ammazzare la gente, ma anche che bisogna sforzarsi di convivere educatamente con i vicini di casa. Per esempio, io cerco di sopportare i due anziani del piano di sopra che camminano avanti e indietro tutta la notte. E' evidente che vivere in condominio non è da tutti e soprattutto, non è una cosa "naturale". Alle persone piace avere un IO libero e padrone di sé, che inevitabilmente cozza contro tutti gli IO degli altri. Bisognerebbe anche imparare a smettere di provocare, capire quando basta.

2) quando la tv ci mostra gli omicidi che avvengono in strada, vedo sempre almeno una donna (madre, moglie, figlia, cognata, ...) che urla, si strappa i capelli e si rotola per terra. A noi il dolore ci paralizza, ci ammutolisce, ci chiude e lo viviamo dentro, quindi faccio fatica a capire perché siamo così diversi. Eppure ho letto un interessantissimo articolo che parla delle prefiche, che dice che il "mestiere" di prefica nei secoli è esistito in tutta Italia.

3) in TV sono tornati "miracolosamente" i comici e i giornalisti di SINISTRA: ottimo! zoccole e veline a tutte le ore e quel pirla col fratello pakistano mi avevano proprio assassinato la minchia. Non so più da che parte sto, ma almeno in questi di sinistra ritrovo la mia identità. E' normale che quando uno va al Governo si porti dietro "i suoi".  

Pensato e scritto da Helo alle ore 15:48| commenti (8) | p.link

giovedì, 18 gennaio 2007

...aspettare, sperare, sognare...

e rompere le palle al marito.

Pensato e scritto da Helo alle ore 10:50| commenti (11) | p.link

Mentre i minuti passano...

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Heloisa è autrice di quasi tutto quello che dice e/o pensa e questo è uno dei blog passatempo di una tipa che cerca solo relax fra le pieghe di internét...quindi non rompetemi le balle!

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