Una serie di visi catturati dagli obiettivi dal fotografo Ivano Di Maria, storie di fughe interminabili dai propri paesi: persecuzioni, fame o semplice voglia d'avventura. Poi l'arrivo in Italia. Con un denominatore comune: il lieto fine.
"Storie di vita. Persone partite dal proprio paese cariche di speranze. Per tanti una scelta obbligata, dettata da condizioni economiche al limite della sopravvivenza, dall'endemica mancanza di lavoro, dalle guerre intestine, "civili", fratricide, dalla povertà che parla la stessa lingua al Sud e all'Est del mondo. Per altri una scelta meditata, il voler ricominciare in un'altra realtà, spinti semplicemente dalla curiosità o da un incontro amoroso. Per tutti, comunque, la difficoltà di inserirsi in un paese nuovo, che offre concrete opportunità di riscatto ma a prezzo di differenti e precise regole sociali, di pregiudizi e semplificazioni stereotipate nei confronti degli stranieri. Per un anno intero li ho frequentati assiduamente, sono entrato nelle loro case, ho conosciuto i loro figli, mi sono sentito uno di loro. Oggi più che mai sono convinto che ogni uomo ha diritto alla propria dignità (un lavoro, una casa, una famiglia, un progetto per la propria vita, per piccolo che sia) ovunque scelga di vivere. Solo così ci si sentirà tutti un po' meno stranieri".
Ivano Di Maria fotografo nato a Udine nel 1967 e laureato al Dams di Bologna con una tesi sulla fotografia psichiatrica, ha pubblicato con Franco Angeli il libro fotografico: Relazioni terapeutiche e adolescenti multiproblematici.
...e io posso dire "l'ho conosciuto!". Ma sono diventati tutti famosi tranne me!!!!!!
Al Jazeera Berlusconi cautioned against Iraq war Italian Prime Minister Silvio Berlusconi has said he repeatedly tried to dissuade US President George Bush from invading Iraq. | "I was never convinced that war was the best system to bring...
Perché quando un uomo ascolta una donna lo fa solo per pochi secondi, e poi si distrae?
di: Italian Psycho
Esiste una semplice domanda che può costituire simultaneamente l’emblema della disattenzione maschile oppure dell’eterna petulanza femminile: “Mi stai ascoltando?”. In entrambi i casi, la verità di base è univoca. Quando un uomo ascolta una donna, in pochi secondi si distrae e pensa ad altro. Non segue più il filo del discorso. A nulla valgono i tentativi di dissimulazione. Perché la donna, si sa, se ne accorge. Sempre. Anche se fa finta di niente. E la farà pagare cara e amara. Ma a cosa pensano gli uomini quando smettono di ascoltare e posizionano il cervello in modalità “Off”? Al lavoro? Al sesso? Al Calcio? Alle donnine ignude? Le donne continuamo a non saperlo. Ma un gruppo di ricercatori dell’Università di Sheffield è riuscito a dare una spiegazione scientifica a questo fenomeno. Analizzando 12 uomini sottoposti all’ascolto di voci di entrambi i sessi, si sono accorti che la voce maschile e quella femminile attivano aree cerebrali diverse, e richiedono quindi procedimenti di decodifica diversi. La voce femminile, più acuta e modulata, produce infatti una gamma di onde sonore talmente vasta che il cervello maschile la recepisce come musica, analizzando il significato delle parole solo in un secondo momento. Ecco perché, dopo alcuni minuti trascorsi ad ascoltare una donna, l’uomo prova un senso di sovraffaticamento che lo spinge a ridurre l’attenzione. Diversamente, i ricercatori hanno rilevato che per un uomo l’ascolto di una voce maschile è molto meno faticoso, richiede meccanismi cerebrali semplificati e consente un immediato riconoscimento delle parole.
Alla fine di questa analisi quali potrebbero essere le conclusioni? Che i rapporti gay uomo-uomo sono geneticamente predisposti al dialogo? Potrebbe. Ed allora è forse per questo che, la maggior parte dei quali, vanno irrimediabilmente tutti a puttane in brevissimo tempo? E’ forse il troppo dialogo che crea problemi? Dobbiamo forse ritornare tutti all’età della pietra dove l’uomo sferrava un semplice colpo di clava dietro la testa della donna e poi via a soddisfare le proprie voglie in una sorta di supermercato dove gli uomini erano i consumatori e le donne i prodotti? O forse l’Università di Sheffield ha detto una grande cazzata?
La realtà non è immodificabile, come non lo è il tuo destino; se evolvi tu, evolve il mondo. Non è bello il mondo dell’apparire. I valori cedono alle immagini, che si estroflettono, nel proliferare dei timbri del corpo, piercing, tatuaggi, acconciature, ornamenti, abbigliamenti, look, status simbol, auto, marchi, logo… La relazione non è più sorretta dai sentimenti ma entra in una trama narcisistica dell’esibizione, nella dimensione dell’appaio dunque esisto, possiedo dunque godo, compro dunque sono, ho potere dunque valgo. Nel delirio dell’immagine il problema diventa “la fatica di essere se stessi”.
Tienimi su la luce Fatti vedere meglio Fare l’amore o sesso Qui non è più un dettaglio
Baciami la fortuna Baciami le parole che sei già Baciami il sangue mentre gira
Sei arrivata apposta Come ci frega l’amore Dà degli appuntamenti E poi viene quando gli pare Soffia su questo tempo Tienilo acceso sempre tu che puoi
E andiamo verso il giorno dei giorni Senza più limiti Il giorno dei giorni Fino a quel giorno voi non svegliateci
Tienimi su la vita Cosa combina l’amore Vivere i soli affetti E non sentirsi coglione Ogni minuto è pieno Ogni minuto è vero se ci sei
Che è già partito il giorno dei giorni Fatto per vivere Il giorno dei giorni Tutto da fare e niente da perdere Il giorno dei giorni Senza più limiti Il giorno dei giorni Attimi e secoli Lacrime e brividi
Balla Femmina come la terra Femmina come la guerra Femmina come la pace Femmina come la croce Femmina come la voce Femmina come sai Femmina come puoi Femmina come la sorte Femmina come la morte Femmina come la vita Femmina come l’entrata Femmina come l’uscita Femmina come le carte Femmina come sai Femmina come puoi
Il tipo introverso sensazione è una sorta di spugna umana. Assorbe la realtà che lo circonda. Quando incontra qualcuno o qualcosa è in grado di percepire un numero sorprendente di dati e di sfumature. Visto dall’esterno, questo tipo può sembrare poco coinvolto con quello che avviene intorno a lui. In realtà sta assorbendo tutte le informazioni che i suoi cinque sensi sono in grado di fornirgli. Può essere difficile per chi gli sta intorno capire questo suo processo di assimilazione della realtà. Le sue reazioni esterne possono essere lente ma quelle interne sono invece profonde ed intense. È generalmente una persona tranquilla e gentile. È molto concreta e di poche parole. Tende a essere molto modesta, a volte in maniera anche eccessiva: può correre il rischio di sottovalutarsi. È comunque una persona che non si vanta di quello che fa. Dei 16 tipi, è quello meno presuntuoso di tutti. Dato che la sua funzione di appoggio è il sentimento, è sensibile alle persone, alle loro reazioni e situazioni. È anche molto sensibile alle sofferenze altrui. Come tutti gli introversi tende a essere molto riservato. Si confida soltanto con poche persone pur avendo una buona capacità di stabilire un rapporto con gli altri. La sua funzione inferiore è l’intuizione. Non è pertanto portato a grandi slanci della fantasia e non cerca di elaborare una visione strategica quando affronta un compito o una situazione. Può venire colto di sorpresa da eventi che avrebbe anche potuto prevedere. Non è particolarmente interessato ad imporre una sua visione o organizzazione delle cose. Preferisce seguire la via della flessibilità e dell’adattamento. Con le persone è tollerante e comprensivo. È leale e ha difficoltà a stare in ambienti dove c’è poca armonia. Non è una persona critica ed è difficile che parli male di qualcuno. Attribuisce una grande importanza alla vita familiare. La sua concretezza lo porta a semplificarsi la vita e ad apprezzare la bellezza delle cose semplici. Ama la natura e gli animali. Sul piano lavorativo può essere particolarmente a suo agio in posizioni che comportano un contatto con le persone. Può essere attratto da lavori con una componente sociale. È capace di una notevole dedizione in campo professionale.
Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane. Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. ... piove sui nostri volti silvani, piove sulle nostre mani ignude, sui nostri vestimenti leggieri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri l'illuse, che oggi m'illude, o Ermione ... E immersi noi siam nello spirto silvestre, d'arborea vita viventi; e il tuo volto ebro è molle di pioggia come un foglia, e le tue chiome auliscono come le chiare ginestre, o creatura terrestre che hai nome Ermione. ...
E piove su le tue ciglia, Ermione. Piove su le tue ciglia nere sì che par tu pianga ma di piacere; non bianca ma quasi fatta vivente, par da scorza tu esca. E tutta la vita è in noi fresca aulente, il cuor nel petto è come pesca intatta, tra le palpebre gli occhi son come polle tra l'erbe, i denti negli alveoli son come mandorle acerbe. ...
Nome: Emiliana Barilla Heloisa è autrice di quasi tutto quello che dice e/o pensa e questo è uno dei blog passatempo di una tipa che cerca solo relax fra le pieghe di internét...quindi non rompetemi le balle!